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Un territorio abitato da millenni

La città sorge sulle alture di un cordone collinare che accoglie insediamenti umani sin dal Paleolitico. Le numerose testimonianze archeologiche restituiscono una storia millenaria, che affonda le sue radici nella protostoria.


Le origini protostoriche

Gli scavi effettuati in piazza Cattedrale e nell’area del Castello hanno messo in luce larghi tratti di una cinta difensiva in pietrame databile all’età del Bronzo. Attorno a questa fortificazione si estendeva un vasto insediamento, con abitazioni e strutture produttive soprattutto sul versante nord-occidentale della città.


La trasformazione in età arcaica

A partire dalla metà del VI secolo a.C. l’insediamento cambia volto:
le case vengono costruite con fondazioni in pietra, muri in mattoni e tetti di tegole, seguendo tecniche edilizie all’avanguardia per l’epoca. Le necropoli si dispongono ai margini delle principali vie d’accesso.

In questo periodo la città diventa un importante centro di produzione ceramica, come mostrano le fornaci rinvenute in via Erodoto e in via dei Cretesi. Risalgono a questa fase anche le prime testimonianze del luogo di culto di Monte Papalucio, oggi alla periferia orientale.


Il periodo della dominazione greca

Dopo la sconfitta dei Greci nel 473 a.C., la città attraversa un momento di difficoltà, destinato però a essere superato grazie alla successiva rinascita dell’età ellenistica.


Il ruolo dominante nell’età ellenistica

Dalla seconda metà del IV secolo la città assume un ruolo centrale nel mondo messapico. Sull’acropoli viene realizzato un edificio monumentale — ancora non identificato — del quale resta un elegante capitello dorico ritrovato nel Parco Montalbano.

A questa fase risalgono importanti opere pubbliche dedicate alla gestione delle acque:

  • una grande vasca (lacus) in Contrada Paretone, lungo via Francavilla, che raccoglieva l’acqua di un corso naturale;
  • un acquedotto sotterraneo monumentale in via Erodoto, costruito con blocchi squadrati.

Le tombe monumentali dell’epoca, arricchite da preziosi corredi, testimoniano lo status elevato dei defunti e l’influenza crescente della cultura greca.


La città in età romana

Durante il periodo romano la città mantiene vitalità anche grazie alla sua posizione lungo la via Appia, tra Taranto e Brindisi. Abitazioni e necropoli romane si sovrappongono ai contesti più antichi.

In via Erodoto sono stati individuati complessi abitativi abitati fino all’età imperiale. Nell’area archeologica “S. Pasculli” è stato scoperto un nucleo residenziale databile tra il II e il I secolo a.C., mentre ulteriori strutture del I-II secolo d.C. si sovrappongono agli edifici precedenti.

Numerose epigrafi funerarie, oggi conservate nell’atrio dell’Episcopio, provengono dalle necropoli collocate fuori dalle mura lungo le vie di accesso, secondo l’uso romano di rendere visibili le sepolture tramite stele.


I corredi funerari romani

Nel 1996, in via Frascata, sono state rinvenute due sepolture databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., tipiche della pratica dell’incinerazione.
Il rito poteva avvenire in due modi:

  • cremazione diretta: i resti rimanevano nel luogo del rogo;
  • cremazione indiretta: le ossa venivano raccolte, lavate con latte e miele e deposte in contenitori di varie tipologie.

I corredi funerari romani non contengono oggetti di grande valore, ma elementi legati alla sfera personale o alla superstizione, in conformità alle antiche leggi. Ciò permette di distinguere le sepolture maschili da quelle femminili.